Verso Montecarlo: Nadal contro Nadal

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Ricordiamo tutti come finì nel 2017 la stagione su terra: Nadal alza al cielo la coppa dei Moschettieri, senza perdere un set, dopo due mesi di dominio pressoché totale. Siamo nel 2018, esattamente un anno dopo, e la stagione sul mattone tritato sta per entrare nel vivo col torneo nel Principato di Monaco, da sempre una seconda casa per Rafa, che qui ha vinto dieci volte. Le tre Decime dello scorso anno (Montecarlo, Barcellona e Parigi) hanno portato Nadal nell’Olimpo dei tennisti più forti della storia, consegnandolo in perpetuo alla leggenda.

Il bello, però, è che a un anno di distanza, le cose potrebbero non essere cambiate poi molto, e il mancino di Manacor potrebbe fare nuovamente incetta di tornei sul rosso, incrementando ancora di più il divario con i pochi rivali rimasti nei limitati posti da memoria imperitura di questo bellissimo sport.

E allora sarà Nadal contro Nadal, perchè lo spagnolo è sembrato discretamente in forma nelle due partite di coppa Davis appena disputate (dopo due mesi di inattività, ha annichilito il numero 4 del mondo e recente finalista di Miami, Zverev) e perché gareggia contro se stesso per essere l’unico tennista della storia a vincere per undici volte uno stesso torneo. Avrà tre possibilità per raggiungere questo obiettivo, e la prima è proprio fra meno di cinque giorni a Montecarlo. Il 23 aprile inizierà la rincorsa a Barcellona e, dopo la ‘pausa’ romana (in cui non arriverebbe ad alcun record mirabolante, incredibile!), sarà la volta di Parigi.

Ma a questo punto è doveroso far notare che sarà Nadal contro Nadal anche per migliorare un altro record, ovvero fare l’en plein dei tornei su rosso: non c’è mai riuscito, se non nel 2010, dove però non prese parte al torneo di Barcellona, arrivando più fresco a Roma, che è stato invece il suo problema negli ultimi anni, in quanto non vince al Foro Italico dal 2013. Per ben sette volte Rafa ha vinto 4 tornei su 5, come già detto nel 2010 fece 4 su 4, ma mai gli è riuscito di fare 5 su 5: secondo la sua programmazione, questo potrebbe essere l’anno buono, anche perché Roger Federer ha deciso di andare in letargo fino a Stoccarda, Andy Murray tornerà molto probabilmente sull’erba anch’egli e Novak Djokovic sembra il lontano ricordo di se stesso, anche se sta cercando di risollevarsi in tutti i modi. Tolti quelli che consideriamo da sempre come Fab, degli altri avversari, se Rafa sta bene, abbiamo visto lo scorso anno come siano solamente degli sparring partner sulla terra rossa.

E arriviamo al più grosso ‘però’ di questa parte di stagione: sarà Nadal contro Nadal anche perché lo spagnolo, forse, inconsciamente, potrebbe risentire dei postumi di un infortunio che gli ha impedito di raggiungere una probabile finale a Melbourne e non gli ha consentito di giocare i 1000 americani su cemento. Abbiamo visto Nadal cadere e rialzarsi mille volte nella sua carriera, ma a quasi 32 anni, potrebbe inizialmente tirare il freno a mano: se ciò dovesse accadere e qualcuno fosse in grado di batterlo, questo potrebbe minare la fiducia dello spagnolo, che potrebbe rivedere gli stessi fantasmi delle stagioni 2015-2016 e avere dei cammini più accidentati.

Thiem, Wawrinka (?), Zverev: sono i tre che negli ultimi anni hanno fatto vedere le cose migliori sulla terra rossa (esclusi i fantastici 4, ovviamente), ma chi per un motivo (scarsa tenuta mentale), chi per un altro (problemi fisici), non sembrano poter reggere il confronto con un Nadal in salute e, come sempre, voglioso di dimostrare che il più forte continua a essere lui.

Qualcuno saprà smentirci? Qualcuno sarà capace di mettere dubbi nella testa di Nadal? La vittoria del Roland Garros è già scritta? A queste tre domande non so rispondere, ma nella mia testa ho una risposta chiara: se mi obbligassero a scommettere un solo euro, sceglierei ancora, per l’ennesima volta, Rafael Nadal.

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