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NOVAK DJOKOVIC AND THE ART OF SAVING MATCH POINTS

Fra le tante qualità di Nole, oltre a quelle famose del miglior rovescio bimane e della risposta più letale del circuito ATP, vi è, senza ombra di dubbio, quella di capovolgere il destino della partita anche quando deve fronteggiare match point in suo sfavore.

Andiamo a fare una rassegna di tutte le occasioni in cui il serbo è riuscito a vincere nonostante abbia dovuto annullare dei match point.

1) WIMBLEDON 2005 SECONDO TURNO Djokovic b. Garcia-Lopez 3-6 3-6 7-6 7-6 6-4: Già durante la sua terza apparizione in carriera a livello di tornei del Grand Slam (eliminato al terzo turno dalla testa di serie n. 27 Sebastian Grosjean), Nole era riuscito nell’impresa di annullare match point in suo sfavore. L’avversario di turno era lo spagnolo Guillermo Garcia-Lopez e i match point da quest’ultimo non sfruttati sono stati ben tre.

2) VIENNA 2007 QUARTI DI FINALE Djokovic b. Chela 6-3 5-7 7-6: A poco più di due anni di distanza dal match contro Garcia-Lopez, il buon Nole ha nuovamente vinto una partita dopo aver annullato dei match point in favore dell’avversario. Questa volta il teatro del ribaltone è stato l’ATP di Vienna (successivamente vinto con un perentorio 6-4 6-0 nei confronti di Wawrinka) e il ruolo di “vittima” è stato ricoperto dall’argentino Juan Ignacio Chela, il quale si è visto cancellare dal serbo 2 match points, entrambi sul 5-4. In particolare, il primo è stato annullato da un tocco di dritto di Chela finito in corridoio, mentre il secondo è stato annullato con una prima vincente esterna da sinistra.

3) HALLE 2009 OTTAVI DI FINALE Djokovic b. Serra 5-7 7-5 6-1: Negli ottavi di finale dell’allora ATP 250 di Halle (vittoria di Haas su Djokovic), Djokovic ha annullato a Florent Serra ben 5 match point.

Sono stati degni di nota il match point annullato sullo 0-40 e sulla situazione di 7-5 5-2 in favore di Serra, quando Nole ha chiuso una pregevole volée di rovescio su un tentativo di passante di dritto del francese e il dropshot incrociato avvenuto sul 40-30 e 7-5 5-3 Serra.

4) BASILEA 2009 QUARTI DI FINALE Djokovic b. Stepanek 6-7 7-5 6-2: Sempre nel 2009, Nole ha dovuto nuovamente risalire la china per evitare la sconfitta. In questo caso, lo scenario è rappresentato dal torneo di Basilea (vinto in finale contro Federer con il punteggio di 6-4 4-6 6-2) e l’avversario era Stepanek, il quale si è visto annullare 3 match point nel secondo parziale.

5) INDIAN WELLS 2010 TERZO TURNO Djokovic b. Kohlschreiber 6-3 2-6 7-6: Anche nell’anno successivo, Djokovic ha nuovamente sventato una sconfitta imminente durante il terzo turno del BNP Paribas Open 2010 di Indian Wells (la corsa di Nole finirà nel turno successivo per mano del futuro vincitore Ivan Ljubicic) contro il tedesco Philip Kohlschreiber. Come a Basilea 2009, i match point annullati sono stati 3 e tutti sul punteggio di 5-4 del terzo set in favore di Kohlschreiber: il primo, con una “benedizione” di dritto; il secondo è andato via a seguito di un passante di rovescio del tedesco finito in corridoio, mentre l’ultimo è sfumato a causa del passante di rovescio finito in corridoio dopo un lungo scambio.

6) US OPEN 2010 SEMIFINALE Djokovic b. Federer 5-7 6-1 5-7 6-2 7-5: Questa volta Nole ha dovuto annullare 2 match point sul 5-4 e servizio Djokovic al mostro sacro Roger Federer, il quale ha dovuto cedere il passo al serbo (successivamente sconfitto in finale da Nadal in 4 set), dopo aver prevalso nelle semifinali delle due precedenti edizioni. Il primo match point è stato vanificato grazie a un coraggioso schiaffo al volo di dritto, mentre sul secondo Nole sventa il pericolo con un poderoso dritto inside-in.

7) US OPEN 2011 SEMIFINALE Djokovic b. Federer 6-7 4-6 6-3 6-2 7-5: Per il quarto anno consecutivo, Djokovic e Federer hanno incrociato le racchette in semifinale e, come nel 2010, Nole ha dovuto annullare 2 match point allo svizzero, anche se questa volta erano sul servizio di Federer durante il nono game del set finale. Il primo è stato annullato da una risposta di puro istinto con il dritto lungolinea su un servizio slice da destra e che rimarrà negli annali come una delle risposte più prodigiose di sempre, mentre il secondo match point è stato sprecato da Federer con un dritto inside-out accompagnato in corridoio dal nastro. Nole si riprenderà la rivincita su Nadal e conquisterà il suo primo US Open con il punteggio di 6-2 6-4 6-7 6-1.

8) ATP WORLD TOUR FINALS 2011 ROUND ROBIN Djokovic b. Berdych 6-3 3-6 7-6: Sempre nel 2011, Djokovic riuscì a salvare la propria pelle contro il ceco Tomas Berdych, il quale non riuscì a convertire un match point in suo favore sulla situazione di 30-40 nel dodicesimo gioco del terzo e ultimo set, in quanto tirò un dritto a sventaglio in corridoio. La corsa di Djokovic si interruppe al Round Robin per mano del suo connazionale e amico Janko Tipsarevic.

9) ROLAND GARROS 2012 QUARTI DI FINALE Djokovic b. Tsonga 6-1 5-7 5-7 7-6 6-1: Dopo aver rimontato due set di svantaggio contro Seppi negli ottavi di finale, Nole (battuto in finale da Nadal con il punteggio 6-4 6-3 2-6 7-5) ha dovuto, nel turno successivo, annullare ben 4 match point al beniamino di casa Jo-Wilfìried Tsonga. Il primo dei quattro è stato chiuso con una volée di dritto a seguito di un coraggioso approccio di dritto sul punteggio di 15-40 e di 5-4 Tsonga nel quarto set, mentre il successivo è stato sventato con lo schema servizio-dritto incrociato. Il terzo match point, sul 30-40 e 6-5 Tsonga nel quarto set, è sfumato per colpa di un dritto del francese finito in rete. Infine, il quarto e ultimo match point per il francese, sul 6-5 e vantaggio Tsonga nel quarto set, è stato annullato grazie a uno smash in lungolinea di Djokovic.

10) SHANGHAI 2012 FINALE Djokovic b. Murray 5-7 7-6 6-3

La decima rimonta su match point ha visto come “vittima” l’amico-rivale Andy Murray in occasione della finale del Masters 1000 di Shanghai.

In quell’occasione sono stati addirittura 5 i match point salvati da Djokovic: il primo (7-5 5-4 40-30 Murray), è stato annullato con un dritto inside-in; il secondo (6-4 Murray nel tie-break del secondo set) è stato cancellato da un dritto inside-out di Nole; il terzo (6-5 Murray) è stato vanificato da una prima vincente del serbo; il quarto (8-7 Murray) è  stato annullato da un altro dritto inside-in di Djokovic, e, da ultimo, il quinto (10-9 Murray) è evaporato per colpa di un dritto dello scozzese finito a mezza rete.

11) MONTREAL 2015 QUARTI DI FINALE Djokovic b. Gulbis 5-7 7-6 6-1

Nell’edizione 2015 della Rogers Cup, svoltasi a Montreal, Novak Djokovic (battuto in finale da Murray in 3 set) ha salvato 2 match point contro il redivivo Ernests Gulbis.

Nel match contro il lettone, Nole si è trovato sotto di un set e 6-4 nel tie-break del secondo set, ma grazie a un vincente di dritto e a un errore con il rovescio del suo avversario, il serbo ha sventato il pericolo aggiudicandosi successivamente il tie-break.

12) DOHA 2017 SEMIFINALE Djokovic b. Verdasco 4-6 7-6 6-3

Infine, Djokovic è stato a un passo dalla clamorosa eliminazione nel match contro Fernando Verdasco, valevole per l’accesso in finale. Dopo un buon inizio match, condito dal break del 4-2,il serbo subisce un “virtual bagel” da parte del 32enne madrileno, il quale si aggiudica il primo parziale e strappa immediatamente il servizio nel game di apertura del secondo set, fino ad arrivare sul 2-0 in proprio favore. Nel quarto game, Nole riesce a operare il break, portandosi sul 2-2 e successivamente salva un paio di palle break sul 4-4.

Durante il tie-break del secondo set, Nole, dopo un dropshot malamente eseguito, si trova sotto 6-2 e, di conseguenza, deve fronteggiare ben 4 match point. Sul primo, il rovescio in difesa di Verdasco non supera la rete; sul secondo, invece, lo spagnolo stecca il dritto; sul terzo match point in proprio favore, Verdasco non riesce a rimandare indietro un dritto molto profondo di Nole; sul quarto, il serbo chiude bene con un rovescio in cross; infine la quinta e ultima occasione per chiudere il match (7-6 e servizio Verdasco), è stata cestinata dallo spagnolo con un dritto inside-out abbastanza agevole per i suoi standard.

  Marco Perri

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